Jacques Derrida, Stati canaglia, Raffaello Cortina Editore, Milano 2003; e per riprendermi un po' di Camilleri (si', solo ora: prima non ho avuto voglia); Benny Morris, Vittime, Rizzoli, Milano 2001; Abraham B. Yehoshua, L'amante, Einaudi, Torino 1995; Art Spiegelman, Maus, Einaudi, Torino 2000 (-esima rilettura); Amos Oz, Contro il fanatismo, Feltrinelli, Milano 2004: Edward W. Said, La questione palestinese, Gamberetti, Roma 2001; Tom DeMarco & Timothy Lister, Peopleware, Dorset House, NY 1999.
Non voglio leggere
La forza della ragione di Oriana Fallaci (e Lia spiega benissimo perche')
Come vi ho anticipato, The Rat Race cambia casa, un po' perche' l'ospitalita' di Marco era troppo allettante, un po' perche' qui su Excite non si riesce piu' ne' a scrivere, ne' a leggere decentemente un blog. Tempi duri per i servizi gratuiti in rete.
Da oggi in poi mi trovate qui:
Secondo Haaretz Israeliani e Palestinesi sarebbero ad un passo da un accordo di principio per una soluzione complessiva del conflitto. E' presto per qualunque considerazione, ma la sensazione e' che il clima sia cambiato davvero, nelle ultime settimane -- e che lo stallo sanguinoso degli anni passati possa essere superato. Incrociamo le dita e cerchiamo di capire.
Excite di giorno in giorno e' sempre piu' inaffidabile e sempre piu' pieno di bachi. Per fortuna un amico mi ha da tempo offerto ospitalita' e un Wordpress a casa sua. Nei prossimi giorni inizio finalmente il trasloco, quindi il poco tempo che ho a disposizione sara' dedicato essenzialmente a sistemare il nuovo blog -- e aggiornero' poco questo. Stay tuned.
Ebbene si', quando riesco a stare davanti alla TV a quell'ora, guardo Un posto al sole. Oddio che cosa poco cool. Ma qualcuno mi spiega perche' una cosa come Questionable Content e' cool e UPAS no? solo perche' QC e' a fumetti, e' sul web, e' americano e fa tanto indie?
Sono davvero tempi duri per Israele, se il massiccio voto parlamentare contro il bilancio proposto dal governo Sharon viene salutato consgomento. Perche' in effetti e' una manovra finanziaria impresentabile, che taglia sul poco di welfare che e' rimasto, che approfondisce pesantemente le disuguaglianze sociali, che non fa nulla per combattere la poverta' crescente di ampie fasce della popolazione. E per di piu' finanzia generosamente quegli ambienti ultrareligiosi che sono tra i principali responsabili della catastrofe politica e morale del paese in questi anni. Quindi perche' dolersi?
Perche' questo voto significa con ogni probabilita' che il governo Sharon cadra' -- e con lui cadra' anche il piano di disimpegno da Gaza. Quel piano brutto, insufficiente, ipocrita che pero' costituisce nonostante tutto la sola alternativa positiva a un futuro di guerra senza speranza.
Davvero, sono tempi duri, se i sostenitori della pace si trovano a dover sperare che Sharon, nonostante tutto, la sfanghi un'altra volta.
Non so e non capisco abbastanza delle dinamiche palestinesi per comprendere la portata di due notizie diffuse stasera: che Marwan Barghouti sara' probabilmente candidato alle elezioni per la presidenza dell'ANP -- e che Hamas non partecipera' a quelle stesse elezioni (ma tenendo un atteggiamento assai moderato, che pare piu' una rinuncia a presentare candidati alternativi che un vero e proprio boicottaggio). Qualcuno piu' illuminato di me puo' dirci qualcosa (per favore, se avete da dire soltanto che Barghouti e' un assassino e che la sua candidatura dimostra che i Palestinesi sono tutti assassini -- o altre idiozie del genere -- lasciate perdere: qui c'e' bisogno di *capire* -- e quindi di fare attenzione a tutti i toni del grigio)?
Segnalo un bel post di Alessio (Too Old To Weblog) sulla situazione in Ucraina. Condivido i suoi dubbi -- e la sensazione che ci venga propinata un'informazione che definire incompleta e' poco.
il fenomeno dell'aids è una patologia dello spirito che oltre al corpo coinvolge tutta la persona, i rapporti interpersonali, la vita sociale e familiare ed è spesso accompagnato da una crisi di valori morali. A questo proposito, Giovanni Paolo II afferma: "Non si è lontani dal vero se si afferma che, parallelamente al diffondersi dell'aids è venuta manifestandosi una sorta di immunodeficienza sul piano dei valori esistenziali, che non può non riconoscersi come una vera patologia dello spirito" (...).
Invito la comunità internazionale e i governi in generale nonché la Chiesa in particolare, a:
- promuovere delle campagne di sensibilizzazione e di educazione della popolazione basate non su politiche che alimentano modelli di vita e comportamenti immorali ed edonistici che favoriscono il diffondersi del male, bensì su riferimenti certi ed autentici valori umani e spirituali capaci di fondare una educazione ed una prevenzione pertinenti a favore della cultura della vita e dell'amore responsabile; la virtù della castità si rivela essere così la più importante nel prevenire efficacemente contro l'hiv/aids (...).
Il New York Times e' venuto in possesso di stralci di un rapporto riservato della Croce Rossa Internazionale al governo americano, in cui si dice che a Guantanamo e' in atto "la costruzione di un sistema il cui obiettivo dichiarato e' la produzione di intelligence" e che cio' "non puo' essere considerato altrimenti che un sistema intenzionale di trattamento crudele, insolito e degradante e una forma di tortura". Nell'articolo del NYT dettagli sui maltrattamenti nei confronti dei prigionieri.
So di essere impotente. Ma non posso smettere di dirlo: questo obbrobrio dev'essere condannato da chiunque abbia a cuore i valori della civilta' occidentale, i cui veri nemici, a Guantanamo, sono coloro che autorizzano la detenzione illegale e la tortura.
Weiß jemand, warum Kontakte aus Deutschland sich zehnfach an den letzten zwei Tagen erhöht haben?
Deutscher Text durch Babelfish (Ich bin nicht schuld an den Fehlern).
Spero che la roba qui sopra voglia dire, più o meno: "Qualcuno sa perche' i contatti dalla Germania sono cresciuti di dieci volte negli ultimi due giorni?". Dato che per me il tedesco e' vagamente comprensibile, ma non so scrivere due parole in fila, la traduzione e' di Babelfish: qualche tedesco(fono) si divertira' alle mie spalle.
Sono convinto, e l'ho detto in altre occasioni, che la politica si fa con quel che c'e' -- e che impone un elevato grado di compromessi poco nobili e di compagnie per lo meno discutibili. Ma qualcuno mi deve spiegare perche' il mio partito sente il bisogno di prendere a bordo figuri come Enrico Manca, Giusi La Ganga e -- peggio di tutti -- Tiziana Parenti. Dubito che portino un solo voto. Certamente ne faranno perdere parecchi. Certamente mi creano una ragione in piu' di disagio politico ed etico ogni volta che provo a parlare della Margherita come del "mio partito": io con certi amici di Previti non vorrei avere in comune nemmeno l'aria che respiriamo.
"Mi vergogno che sia nominata senatore a vita una persona di questo tipo che offende il nostro mondo", ha detto l'esponente di An [Gasparri] riferendosi al poeta Mario Luzi, recentemente insignito della carica dal Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. "Una volta - ha aggiunto Gasparri - Fiorello disse che avrebbe voluto Mike Bongiorno senatore a vita. Ecco era meglio Mike Bongiorno".
Quindi non so nemmeno perche' le scrivo. Forse solo perche' ne ho le palle particolarmente piene di questo paese -- e non riesco a fare a meno di pensare a come sarebbe bello vivere in un posto normale -- in cui le cose che scrivo qui sono banale buon sneso, che a nessuno viene in mente di dover dire, perche' sarebbe come affannarsi a spiegare che il sale e' salato e lo zucchero e' dolce.
Castelli si dice contrario alla grazia che il Presidente della Repubblica vuole concedere a Bompressi. Non entro nel merito. Mi limito a fare considerazioni di carattere istituzionale.
Credo che il potere di grazia sia una prerogativa sovrana del Presidente della Repubblica; e' in Costituzione come residuo del potere del re. Quindi male ha fatto Ciampi in passato ad avallare l'idea perniciosa che la controfirma del Guardasigilli sia altro da un atto puramente formale. E bene fa ora a lavorare per riprendere la piena titolarita' di quel potere. Ma queste sono cose che ho gia' scritto altrove. Quel che mi interessa oggi e' lo scenario.
Possibilita' 1. Il Presidente della Repubblica si mette la coda tra le gambe e rinuncia a concedere la grazia. Ci perde la faccia personalmente -- e soprattutto indebolisce la carica che ricopre, rendendo evidente una sudditanza della Presidenza al Governo -- certo non in linea con la Costituzione. In qualunque paese decente questo non e' uno scenario realistico.
Possibilita' 2. Il Presidente concede la grazia. Castelli si mette la coda tra le gambe e controfirma. Ci perde la faccia personalmente -- e in qualunque paese decente si dimetterebbe.
Possibilita' 3. Il Presidente concede la grazia. Castelli rifiuta di controfirmare. In un qualunque paese decente, invece di andare diritti a un conflitto tra poteri dello stato, il Presidente del Consiglio otterrebbe le dimissioni del suo ministro e lo sostituirebbe con un altro piu' rispettoso degli equilibri costituzionali.
Possibilita' 4. Il Presidente concede la grazia. Castelli rifiuta di controfirmare. Il Presidente del Consiglio non vuole grane con gli alleati della Lega e quindi fa il pesce in barile. La cosa finisce diritta alla Corte Costituzionale, che traccheggera' per un po', il piu' a lungo possibile, sperando che qualcuno le levi le castagne dal fuoco. Poi si trovera' costretta a decidere e dara' torto a Castelli, perche' non puo' fare altro. In un qualunque paese decente Castelli si dimetterebbe -- o sarebbe dimissionato dal suo stesso capo.
Per farla corta: se dopo questa storia Castelli non perde il posto di ministro della giustizia e' la prova che viviamo in un paese indecente. Non che abbia molti dubbi.
Leonardo Coen (su Repubblicaonline ieri sera, ma gia' stamani sparito dalla pagina iniziale) scrive che il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha pubblicato una notizia (corredata di foto) secondo cui soldati di Tsahal avrebbero in varie occasioni oltraggiato i cadaveri di palestinesi uccisi. Non sono in grado di leggere la notizia originale -- e l'eco sulla stampa israeliana online mi pare sorprendentemente (sinistramente?) scarso: un articoletto senza commenti di Haaretz ed una presa di posizione del rabbino capo delle forze armate riportata dal Jerusalem Post. Quello che mi sorprende e' che non trovo echi nemmeno nelle fonti arabe che ho, sia pure di corsa, consultato (Al Jazeera, Jerusalem Times, Palestine Chronicle). Resto percio' in attesa di verifiche e chiarimenti.
Rimane il fatto che si tratta di una barbarie inconcepibile -- contro la quale ogni coscienza un minimo decente dovrebbe ribellarsi. E che questo non sembri accadere in Israele e' l'ennesima prova del fatto che l'occupazione sta corrompendo la fibra morale della societa'.
Non sto trovando il tempo per scriverci un post decente, ma ho un paio di buone trattorie piemontesi da segnalare, una a Fossano e l'altra a Montechiaro d'Asti. Prima o poi ce la faccio. Intanto metto qui un po' di foto di bei posti in Piemonte, visti nelle scorse settimane:
Vigne nell'Ovadese, alla fine di ottobre (la risoluzione lascia a desiderare, ma sono jpg con troppi dettagli perche' si possano comprimere bene).
Le colline del Monferrato e la pieve dei santi Celso e Nazario presso Montechiaro d'Asti.
L'avevo promesso un po' di giorni fa e una citazione di Diario precario mi spinge a mantenere la promessa.
Il fatto e' che da qualche anno a questa parte, anche grazie a una ben orchestrata campagna, si finisce per tentennare su questioni sulle quali non e' nemmeno pensabile avere dei dubbi.
A Guantanamo gli Stati Uniti detengono illegalmente, senza garanzie e in condizioni umilianti, persone sospettate di aver preso parte a non meglio definiti atti di terrorismo? Non c'e' nulla di cui discutere qui, con nessuno. Non c'e' niente da capire. E' intollerabile, e' moralmente e politicamente sbagliato. Si deve fare tutto il possibile perche' la vergogna finisca e perche' chi la sostiene sia sconfitto. Non c'e' da ascoltare le ragioni dell'altro, semplicemente perche' l'altro non ha ragione.
Sulla fecondazione assistita, sull'evasione fiscale, sulla guerra in Iraq, sull'aborto, sulla Costituzione (e potrei andare avanti per due pagine) sono state sostenute posizioni di assoluta, incontrovertibile indecenza. E troppo spesso di fronte a queste posizioni c'e' stata la disponibilita' ad ascoltare, a dialogare, a cercare un terreno comune. Con il risultato che quelle posizioni di assoluta, incontrovertibile indecenza hanno finito per essere in qualche modo legittimate, non suonano piu' cosi' inaudite, chi le esprime non deve piu' vergognarsene.
Intendiamoci: io sono un dichiarato fautore del consenso, del compromesso, della mediazione, del dialogo a tutti i costi. Credo che ogni rottura sia uno spreco ed un pericolo, che la capacità di trovare accordi insoddisfacenti per tutti sia piu' utile di quella di portare a casa una vittoria netta per alcuni che lascia gli altri con un pugno di mosche. E credo anche che la realta' sia molto piu' complessa di come ci piace vederla, che siano pochi i casi in cui si puo' tranciare nettamente tra bianco e nero. Considero un dovere cercare di capire perche' qualcuno vede le cose in un modo diverso da me. Ma c'e' -- alla fine di tutti questi sforzi di comprensione, di dialogo e di compromesso -- una linea che non si puo' varcare: ed e' quella della decenza. Se il mio interlocutore fa o dice delle cose indecenti, se mi spiega che i negri vanno ricacciati in mare a cannonate, non cerco un terreno comune con lui. So che quello che dice e' sbagliato, sotto ogni possibile prospettiva -- e ho il dovere di avversarlo con tutte le mie forze. E di avere la certezza della mia buona ragione, non vacillare e non farmi tentare dalle sirene dell'accomodamento. E se per caso chi dice o fa cose indecenti e' un mio amico, e' dalla mia parte, allora questo dovere e' ancora piu' forte.
Questo e' quello che io chiamo l'arroganza delle buone ragioni. E' certo un atteggiamento pericoloso, perche' se praticato con troppa disinvoltura si trasforma nell'arroganza delle cattive ragioni che vorrebbe combattere. Ma a volte e' necessario. Perche' a furia di cercare un modus vivendi con l'indecenza, si finisce per diventare indecenti anche noi.
Oggi ha scioperato la scuola. Sono totalmente solidale, anche se non sono convinto che servira' a molto: gli investimenti sulla formazione danno risultati in una generazione, chi spende denaro pubblico deve dimostrare che lo ha speso bene entro tre anni, il tempo di lavoro utile tra due elezioni. Quindi sono pessimista. Non solo sulla scuola, ma sulla capacita' di questo paese di riprendersi.
Ma in effetti volevo volare mooolto piu' basso di cosi'. Io ho fatto l'insegnante per per una dozzina d'anni. Credo di averlo fatto benino, nel complesso. Di aver sbagliato un monte di cose, ma di aver insegnato per davvero -- scusate l'immodestia. L'ho fatto con entusiasmo e con divertimento. Poi ho avuto l'occasione di fare politica -- e ho lasciato la scuola giurando a me stesso che ci sarei tornato -- cosa che non ho fatto e che sto cercando di evitare ad ogni costo. Perche' non mi piace piu'? No, in fondo credo che continuerebbe ad essere il piu' bel lavoro del mondo. Ma perche' ho la possibilita' di guadagnare dal doppio al triplo, di essere valorizzato davvero per quello che so fare -- insomma di raggiungere uno status sociale decente e di non dovermi angosciare troppo per pagare l'affitto a fine mese.
Tutto questo per dire: continuate a pagare gli insegnanti una miseria e a farli sentire pezzenti. Tutti quelli che avranno un'alternativa scapperanno -- e saranno di solito quelli capaci di fare qualcosa di buono. Di tutte le altre questioni (riforma, modelli culturali, ecc.) e' giusto discutere. Ma intanto finche' non si sara' posto mano alla questione salariale a scuola ci resteranno solo due categorie di persone: quelli che se lo possono permettere e quelli che non trovano alternative [lodevoli eccezioni: quelli che hanno la vocazione -- che ammiro sconfinatamente, ma che non sono sicuramente abbastanza numerosi da improntare di se' la classe insegnante].
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